Al nord, il commercio equo e solidale è un modo
concreto e quotidiano che i consumatori hanno a disposizione per
opporsi alla mercificazione del mondo. Al sud, attraverso la produzioni agricole e la
realizzazione di artigianato "made in dignity", donne e uomini
hanno la possibilità di migliorare la propria condizione di produttori
emarginati rispetto all'economia mondiale, valorizzando al contempo le
proprie competenze.
Quelli che seguono sono soltanto alcuni esempi...
Prescraft
(Presbyterian Handicraft Centre) è un contro
di produzione artigianale situato in Camerun, che attraverso la
valorizzazione della cultura locale e dell'artigianato tradizionale si
propone di migliorare le condizioni di vita degli abitanti dei villaggi,
evitando così l'esodo rurale con le pesanti conseguenze
socio-economiche che ne derivano. Il centro offre formazione artigianale
a giovanii senza lavoro, usciti dal sistema scolastico; in questo modo,
con il reddito ottenuto dalla commercializzazione dei loro prodotti
attraverso il circuito del commercio equo, i giovani possono condurre
un'esistenza dignitosa. Gli artigiani di Prescraft crano strumenti
musicali, vasellame in terracotta, cesteria, sgabelli tradizionali e
giochi.
La produzione si svolge in cinque centri - Bafut, Bali,
Bemenda, Bamessing e Njahtu - tutti situati nella regione anglofona
afflitta da una grave crisi economica. Gli artigiani sono remunerati a
pezzo; circa la metà di loro - in totale attorno ai 500 - lavora
regolarmente nei centri di produzione, mentre l'altra metà lavora a
domicilio su base stagionale. Prescraft ha istituito presidi sanitari e
una scuola nel centro di Bali, incoraggia in particolare il lavoro
femminile, ha messo a punto un sistema di prestiti senza interessi ed è
molto attiva sul piano ecologico. Le attività artigianali come la
lavorazione della terracotta, che richiede legna da ardere,
costituiscono infatti un danno per le foreste: per proteggere l'ambiente
sono stati quindi approntati programmi di rimboschimento nella regione
di Babessing.
MCCH
è un'organizzazione nata nel 1985 da un'esperienza di commercio
alternativo nei quartieri a sud di Quito, in Ecuador,
e riunisce attualmente circa 400 organizzazioni rurali e
urbane organizzandone la produzione e la distribuzione dei prodotti. Si
tratta per lo più di articoli artigianali realizzati con fibre vegetali
locali (ceste, borse in cuoio, oggetti in balsa) ma anche alimentari
(marmellata, zucchero di canna integrale, funghi secchi).
Le attività di Mcch
riguardano le fasi della trasformazione, della distribuzione e della
commercializzazione dei prodotti, anche a livello locale nei suoi 17
"magazzini popolari". per sostenere finanziariamente i
produttori Mcch ha fondato nel 199 una banca alternativa nella quale è
possibile depositare i propri risparmi a condizioni vantaggiose.
la produzione dell'artigianato e le attività correlate sono gestite da
donne, che organizzate in un coordinamento svolgono anche opera di
informazione in campo educativo e igienico-sanitario. Mcch incoraggia
inoltre il turismo sociale favorendo incontri con i contadini
ecuadoriani.